Che Fiorentina-juventus non fosse una partita come le altre lo sapevamo da sempre, certo però non immaginavamo di dover affrontare una (doppia) trasferta tanto bella quanto intensa. Dopo frenetiche giornate di preparativi partiamo, come sempre in treno, giorno 1 Aprile. Già in stazione si parla delle cattive condizioni di salute del Papa e del fatto che la partita potrebbe saltare ma decidiamo di andare ugualmente. Il viaggio d’andata è massacrante: nel corso della serata veniamo sballottati prima in nave e poi di nuovo in treno a causa di una frana in Calabria. La notte passa scandita dal tam tam di notizie che ci passano via telefono: “si gioca se…”, “Zamparini dice che…”, chiacchiere. Arriviamo a Firenze sabato mattina con parecchio ritardo e scopriamo che agli amici di Siracusa sta andando ancora peggio (arriveranno dopo 23 ore di viaggio). Subito ci dirigiamo verso lo stadio, con l’adrenalina a mille e la voglia di goderci il lungo prepartita. Più o meno alle 14,00 arriva la notizia che ci taglia le gambe: il Papa sta molto male, per rispetto la giornata di campionato è rinviata. «Ma come, ce lo dite adesso?» … «Più di 1000 km per nulla!»… Scusate ma proprio non ce la facciamo ad essere ipocriti: noi volevamo che quella partita si giocasse. Se ce l’avessero detto il giorno prima saremmo partiti con un altro spirito, ma così  proprio non ci è andata giù.

Dopo qualche ora di riflessione decidiamo il da farsi. Di rinunciare proprio non se ne parla. Tre di noi scelgono di rimanere in Toscana fino alla domenica successiva, altri ritornano in Sicilia promettendo di mettercela tutta per tornare. La settimana passa velocemente e  sabato 9 ci ritroviamo tutti nei pressi dello stadio. C'è chi si è fatto due volte su e giù, 5000 km in otto giorni ma ci siamo di nuovo tutti e l'emozione è grande: ce l'abbiamo fatta, due volte presenti ! Entriamo in Fiesole intorno alle 19,30 ed è già uno spettacolo vedere lo stadio tutto pieno. Ci sistemiamo nel parterre grazie ad alcuni amici che ci ospitano nel loro settore abituale. I minuti passano veloci. Scendono in campo le squadre e le curve si illuminano di colori. Spettacolo. Poi inizia la partita e le emozioni non mancano, facciamo tre gol alla schifosa capolista giocando praticamente senza portiere. Ad ogni rete segnata scoppia la festa, ad ogni rete subita la voglia di rifarsi. Intanto si canta a squarciagola. Finisce in parità ma usciamo soddisfatti, questa squadra è un orgoglio. Alcuni ragazzi ci chiedono di scambiare la sciarpa e noi accettiamo volentieri. Poi dritti in pizzeria a salutare gli amici che ci hanno dato una grossa mano nell'organizzare la trasferta. Un pensiero va agli amici siracusani, compagni di ogni trasferta ma che non sono potuti tornare a Firenze due volte in pochi giorni per ovvi motivi. Torniamo a casa, il viaggio è distruttivo come sempre ma la soddisfazione copre ogni stanchezza. Un grazie sincero a tutta Firenze per l'ospitalità straordinaria che non mancheremo di ricambiare. ORGOGLIO SICULO, PASSIONE VIOLA. Sempre!

 

(si ringraziano i siti www.calcioviola.it e www.fdl71.it )